Lepini

Negli anni Venti il CSR esplora, sui Monti Lepini, numerose cavità, tra cui la Grotta del Rapiglio, Grotta del Formale e Ouso dell’Omo morto,  Ouso dell’Isola, i Pozzi del Pellegrino e del Soldato, Bocca Candelone; negli anni Quaranta il pozzo Portella la Cànnoa, l’inghiottitoio di Capo di Caccia, la Voragine delle Putine, la risorgenza di Monte San Marino.

Negli anni Cinquanta sono esplorate La Rologa, Ouso di Gaetano, Ouso primo e secondo della Rava bianca, Pozzo Cerasolo, un inghiottitoio importante (Ouso di Pozzo Comune, Carpineto Romano),  Pozzo della Rava bianca, l’Ovuso di Scesa Cellino.

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Nel 1966-68  il CSR trova l’ingresso del Pozzo del Faggeto (Supino), che esplora sino alla strettoia a -301 m:  allora era la grotta più profonda del Lazio.

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Negli anni Settanta le conoscenze sulle grotte dei Lepini sono organicamente raccolte nel saggio di Alberta Felici Il carsismo nei Monti Lepini (Lazio) – Il territorio di Carpineto Romano pubblicato nel Notiziario del CSR 1976-77.

Negli anni 2000, di rilievo sono le esplorazioni CSR dell’Ouso della macchia o Abisso Pasquetta  (Supino), che raggiunge, sino ad un sifone, la profondità di circa – 400 m, attraverso due rami distinti che si dipartono dalla quota -260 m.

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