{"id":3310,"date":"2021-01-19T21:52:41","date_gmt":"2021-01-19T20:52:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/?page_id=3310"},"modified":"2021-03-20T14:40:01","modified_gmt":"2021-03-20T13:40:01","slug":"la-fauna-cavernicola-dei-monti-ernici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/la-fauna-cavernicola-dei-monti-ernici","title":{"rendered":"Fauna cavernicola dei Monti Ernici"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli studi effettuati dal Circolo Speleologico Romano\nper la XII Comunit\u00e0 Montana del Lazio nell\u2019area compresa tra i comuni di\nVeroli, Guarcino e Collepardo, in Provincia di Frosinone, hanno permesso di\napprofondire le ricerche biospeleologiche in questa zona dei Monti Ernici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime ricerche i questo settore furono effettuate\nnella grotta di Collepardo dove, sin dal XIX secolo furono effettuati studi\ngeologici, spelologici e, successivamente, biospeleologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori indagini sono state effettuate dai soci del Circolo, <strong><a href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/patrizi-saverio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Saverio Patrizi<\/a><\/strong> e <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/marcello-cerruti-1908-1978\/\" target=\"_blank\">Marcello Cerruti<\/a><\/strong> negli anni 50 del 900, e da Valerio Sbordoni e collaboratori, negli anni Sessanta e Settanta, in diverse grotte del comprensorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1990 e il 1995, grazie alla convenzione\nstipulata con la Comunit\u00e0 Montana dei Monti Ernici, ed alla scoperta di nuove\ngrotte, sono riprese anche le ricerche biospeleologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ostante tali indagini, quest\u2019area rimane comunque\nancora oggi poco esplorata dal punto di vista faunistico. I dati disponibili ad\noggi in letteratura sono da considerarsi quindi del tutto preliminari, sia per\nla relativa scarsit\u00e0 di materiale che per l\u2019ancora esiguo numero di visite e di\nraccolte effettuate.<\/p>\n\n\n\n<p>Le grotte che hanno fornito reperti faunistici \u2013\nvisitate pi\u00f9 volte ed in anni diversi &#8211; sono 13 e sono comprese tra i 500 e i\n1600 m circa sul livello del mare. Si tratta in prevalenza di cavit\u00e0 ad\nandamento suborizzontale con temperature intorno agli 11 gradi centigradi,\ncoerentemente con le altre cavit\u00e0 naturali dell\u2019Appennino e del Preappennino\ncentrale. Nelle cavit\u00e0 verticali sono state registrate temperature notevolmente\npi\u00f9 basse.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento sono note una trentina di entit\u00e0, tra\ngasteropodi (2 specie), ragni (5), pseudoscorpioni (2), opilioni (1), acari\n(1), crostacei anfipodi (2) e isopodi (1), chilopodi (2), diplopodi (2), insetti\nortotteri (2), lepidotteri (1) e coleotteri (4), nonch\u00e9 chirotteri (5).<\/p>\n\n\n\n<p>La fauna cavernicola di questo settore dei Monti\nErnici non differisce molto da quella del resto dell\u2019Appennino centrale, ad\neccezione dello pseudoscorpione neobiside <em>Neobisium cerruti <\/em>Beier,\nl\u2019unico elemento troglobio endemico dell\u2019area ad oggi conosciuto, noto solo per\nla Grotta di San Luca, (La13), nel Comune di Guarcino. Per il resto si tratta\ndi un popolamento di origine recente, pleistocenica se non olocenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri elementi eucavernicoli presenti in questa zona dell\u2019Appennino centrale sono il <strong>gasteropode ocsichilide <\/strong><em>Oxychilus draparnaudi<\/em> Beck, elemento eutroglofilo, a distribuzione europea, presente spesso in grotte con elevato tasso di umidit\u00e0 e ricche di guano, il <strong>ragno nesticide<\/strong><em> Kryptonesticus &nbsp;eremita <\/em>(Simon), a distribuzione nord-mediterranea, anch\u2019esso eutroglofilo, molto frequente nelle grotte appenniniche. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4303\" width=\"466\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768-467x350.jpg 467w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oxychilus-Pisterzo-VS-rid-1024x768-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><figcaption>Oxychilus <em>sp. (Foto V. Sbordoni).<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra gli <strong>opilioni <\/strong>si incontra l\u2019ischiropsalidide <em>Ischiropsalis adamii<\/em> Canestrini, specie eutroglofila, presente soprattutto in grotte fredde, distribuito in tutta l\u2019Italia peninsulare e in Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i <strong>crostacei anfipodi<\/strong> \u00e8 stato segnalato il nifargide <em>Niphargus longicaudatus<\/em> (A. Costa)<em>,<\/em> specie troglobia, presente nelle acque sotterranee dei sistemi carsici dell\u2019Appennino centro-meridionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i <strong>miriapodi <\/strong>si segnala il diplopode callipodide <em>Callipus foetidissimus<\/em> (Savi), le cui popolazioni locali sono da riferire alla sottospecie <em>C. f.<\/em> <em>sorrentinus<\/em> Verhoeff, taxon eutroglofilo, diffuso in Italia centro-meridionale, Sardegna e Corsica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli <strong>insetti <\/strong>sono rappresentati l\u2019ortottero rafidoforide <em>Dolichopoda geniculata<\/em> (O.G. Costa), elemento eutroglofilo esclusivo dell\u2019Italia centro-meridionale, segnalato praticamente in tutte le grotte esplorate, e il grillide <em>Gryllomorpha dalmatina<\/em> (Ocskay), specie mediterranea, ecologicamente molto tollerante, che ha colonizzato l\u2019Italia appenninica e insulare. Si tratta di un elemento attualmente considerato eutroglofilo, anche se l\u2019attribuzione a questa categoria ecologica va fatta con riserva essendo questa specie frequente anche all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica specie di <strong>lepidottero <\/strong>\u00e8 rappresentata dal nottuide <em>Scoliopterix libatrix<\/em> (Linn\u00e9), elemento ad amplissima distribuzione nell\u2019emisfero boreale, subtroglofila. Per quanto riguarda i <strong>coleotteri <\/strong>si segnalano il carabide <em>Laemostenus latialis<\/em> Leoni, esclusivo dell\u2019Appennino centrale e settentrionale, eutroglofilo, con popolazioni ad abitudini cavernicole ed altre apparentemente legate alle formazioni forestali, ed il colevide <em>Bathysciola sarteanensis<\/em> (Bargagli), legato agli strati pi\u00f9 superficiali del suolo dei boschi, ampiamente distribuita in tutto l\u2019Appenino centrale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tricottero-Gr-Imbroglita-VS-2-rid-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"339\"\/><figcaption><em>Tricottero, Grotta Imbroglita (Foto V. Sbordoni).<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle grotte di questo gruppo montuoso \u00e8 rilevante\nl\u2019apparente assenza dei carabidi trechini del genere <em>Duvalius.<\/em> Si tratta\ndi un genere caratteristico della fauna cavernicola dell\u2019Appennino e\nrappresentato nei limitrofi Monti Simbruini da specie del gruppo <em>franchettii<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i <strong>pipistrelli<\/strong>, sono note tre specie di rinolofidi, <em>Rhinolophus ferrumequinum<\/em> (Schreber), <em>R. hipposideors<\/em> (Bechstein) e <em>R. euryale <\/em>Blasius, e due specie di vespertilionidi, <em>Miniopterus schreibersi<\/em> (Natterer in Khul) e <em>Myotis myotis<\/em> (Borkhausen). Come tutti i pipistrelli della fauna italiana, si tratta di specie tutelate da leggi nazionali (legge n. 157\/1992) e da Direttive e Convenzioni Internazionali (Convenzione di Berna, Convenzione di Bonn, Bat Agreement, Direttiva Habitat).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img src=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Rh.ferrumequinum-Gr-Bella-25_VS-rid.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> <br>Rhinolophus ferrumequinum <em>(Foto V. Sbordoni).<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Notiziario-1993-1995_Latella-Di-Russo-Sbordoni_pag.-135-146.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Latella L., Di Russo C., Sbordoni V., 1995. <em>Note sulla fauna cavernicola dei Monti Ernici<\/em>. Notiziario Del Circolo Speleologico Romano, nuova serie, 35-36 (8-9-10), 1993-1995: 135-146<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studi effettuati dal Circolo Speleologico Romano per la XII Comunit\u00e0 Montana del Lazio nell\u2019area compresa tra i comuni di Veroli, Guarcino e Collepardo, in Provincia di Frosinone, hanno permesso di approfondire le ricerche biospeleologiche in questa zona dei Monti Ernici. Le prime ricerche i questo settore furono effettuate nella\u2026 <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/la-fauna-cavernicola-dei-monti-ernici\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"spay_email":""},"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P4fW4I-Ro","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3310"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5496,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3310\/revisions\/5496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}