{"id":2401,"date":"2021-01-09T10:10:33","date_gmt":"2021-01-09T09:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/?page_id=2401"},"modified":"2021-02-14T12:08:15","modified_gmt":"2021-02-14T11:08:15","slug":"animali-di-grotta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/animali-di-grotta","title":{"rendered":"Biospeleologia romana"},"content":{"rendered":"\n<p>La biospeleologia romana trova in <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Saverio Patrizi Montoro  (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/patrizi-saverio\/\" target=\"_blank\">Saverio Patrizi Montoro<\/a><\/strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Saverio Patrizi Montoro  (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/patrizi-saverio\/\" target=\"_blank\"> <\/a>(1902-1957) e <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Marcello Cerruti (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/marcello-cerruti-1908-1978\/\" target=\"_blank\">Marcello Cerruti<\/a><\/strong> (1908-1978) due instancabili ricercatori che riusciranno a trasmettere il loro sapere e la loro passione alle generazioni successive. A loro si deve l\u2019inizio di quella linea di ricerca biospeleologica che tuttora caratterizza il Circolo Speleologico Romano e che ha portato alla esplorazione biologica di grotte in tutto il mondo con la scoperta di centinaia di nuove specie di animali cavernicoli.<br><br><strong><em>Le origini<\/em><br>Saverio Patrizi<\/strong> fu naturalista e appassionato zoologo. I suoi interessi scientifici spaziavano dalla fauna africana all\u2019entomologia e alla biospeleologia; coltivava tu tti questi interessi con seriet\u00e0 e professionalit\u00e0. Il contributo che Patrizi diede alla biospeleologia fu fondamentale: a lui si devono le prime vere ricerche faunistiche nelle grotte del Lazio, della Sardegna e dell\u2019Anatolia dove, nel corso di una missione scientifica con la nave oceanografica Vema, organizzata dal Lamont Geological Observatory della Columbia University e dell\u2019Istituto Italiano di Paleontologia Umana, visita la grotta Ulisse Aldrovandi (In-Dag) nel Tauro di Panfilia. Risale al 1926 la sua prima nota sulla raccolta e conservazione degli animali cavernicoli. Negli anni Trenta del 900, Patrizi inizia una serie di ricerche sistematiche nelle grotte dell\u2019Italia centrale che continueranno sino agli anni Cinquanta.<br>Alle visite in queste cavit\u00e0 si unisce spesso l\u2019amico e collega Marcello Cerruti. Questi fu allievo di <strong>Paolo Luigioni<\/strong>, che incontr\u00f2 nel 1928-29 e che fece nascere in lui la passione per l\u2019entomologia.<br>Cerruti si dedic\u00f2 inizialmente alla raccolta e allo studio degli insetti dell\u2019Appennino centrale, con particolare interesse per i coleotteri carabidi e stafilinidi.<br>La sua passione per gli insetti delle aree montane lo portarono quasi subito ad occuparsi anche di faune delle grotte. Nel 1938 collabor\u00f2 infatti con l\u2019Istituto Speleologico Italiano di Postumia e nel 1947 si iscrisse al Circolo Speleologico Romano. Saverio Patrizi e Marcello Cerruti furono gli iniziatori di ricerche sistematiche in Sardegna. Tra gli anni 1951 e 1956 condussero infatti quattro spedizioni nell\u2019isola, con risultati eclatanti come la scoperta di nuove specie e nuovi generi di coleotteri troglobi quali <em>Speomolops sardous<\/em>, <em>Sardaphaenops supramontanus<\/em> e <em>Patriziella sardoa<\/em>, ponendo le basi per lo sviluppo delle numerose, successive ricerche su una delle faune cavernicole pi\u00f9 interessanti del bacino Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4300\" width=\"627\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab.jpg 999w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab-466x350.jpg 466w, https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lab-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Gli anni Sessanta<\/em><\/strong><br>Nella prima met\u00e0 degli anni Sessanta la Sardegna \u00e8 di nuovo teatro di spedizioni biospeleologiche del CSR: <strong>Valerio Sbordoni<\/strong>, <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Augusto Vigna Taglianti (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/lassociazione\/racconti-e-ricordi\/ricordi-di-soci-1\/augusto-vigna-taglianti-1943-2019\/\" target=\"_blank\">Augusto Vigna Taglianti<\/a>,<\/strong> <strong>Marina Cobolli<\/strong> e <strong>Nicola Di Domenico<\/strong> sono le \u201cnuove leve\u201d della speleobiologia nel Circolo; alle ricerche in grotta associano le raccolte di fauna endogea, anche con l\u2019ausilio della \u201cnuova tecnica\u201d del lavaggio del suolo. I risultati non tardano a manifestarsi, e, oltre ad arricchire il campionario di specie troglobie terrestri e acquatiche, emerge la notevole ricchezza della fauna dei suoli sardi, con la scoperta di numerose nuove specie di coleotteri endogei.<br>Le ricerche proseguono anche in altre regioni (Friuli Venezia Giulia, Toscana, Slovenia, Croazia, Spagna) soprattutto in Italia centro-meridionale, dove, pur impegnati in un\u2019intensa attivit\u00e0 esplorativa, Sbordoni e Di Domenico non trascurano l\u2019indagine biospeleologica.<br>La fauna cavernicola dell\u2019Appennino Centrale sar\u00e0 infatti l\u2019oggetto della tesi di laurea di V. Sbordoni, nel 1966. Le Alpi Liguri e Marittime sono invece il principale teatro delle ricerche di A. Vigna Taglianti, che sfoceranno, nel 1985, in una importante monografia insieme a M. Bologna.<strong><em>G<\/em><\/strong><br>Al gruppo di giovani laureati in zoologia che operano nell\u2019ambito del CSR negli anni &#8217;60-&#8217;70, si associano anche altri colleghi che daranno contributi importanti allo sviluppo della biospeleologia, attraverso il CSR. Si tratta di <strong>Roberto Argano<\/strong> e <strong>Vezio Cottarelli<\/strong>, ai quali, assieme a Vigna Taglianti, si deve un grande impulso alle ricerche sulla fauna acquatica sotterranea o stigobia, che comprende oltre alle grotte, l\u2019ambiente freatico e quello interstiziale, e <strong>Paolo Marcello Brignoli<\/strong>, destinato a diventare un\u2019autorit\u00e0 internazionale nel campo dell\u2019aracnologia, e artefice della prima autorevole <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"rassegna dei ragni cavernicoli italiani  (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Brignoli-Catalogo-dei-ragni-cavernicoli-italiani.pdf\" target=\"_blank\">rassegna dei ragni cavernicoli italiani<\/a><\/strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"rassegna dei ragni cavernicoli italiani  (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Brignoli-Catalogo-dei-ragni-cavernicoli-italiani.pdf\" target=\"_blank\"> <\/a>pubblicata dal CSR.<br>Negli stessi anni Sessanta inizia la serie sistematica di ricerche sul Vicino Oriente che dar\u00e0 origine ad una lunga serie di spedizioni, zoologiche e speleologiche, e alla pi\u00f9 importante serie organizzata di contributi faunistici riguardanti la Turchia e le regioni finitime. Nel Vicino Oriente la storia inizia nel 1963, con una spedizione del CSR in Libano, alla quale partecipa, come biospeleologo, Valerio Sbordoni. Di qualche anno pi\u00f9 tardi, 1966, \u00e8 una seconda spedizione in Iran, dove Virgilio Chimenti e Sbordoni visitano alcune cavit\u00e0 e raggiungono la vetta del Damavand Kooh (5670<br> m), sui Monti Elburs. Poi inizia l\u2019Anatolia, con le spedizioni di Brignoli e Sbordoni nel 1967 e degli stessi, con <strong>Mario Chimenti<\/strong>, nel 1968, spedizioni che proseguono annualmente, con la partecipazione di vari altri biospeleologi del CSR o strettamente collegati con il Circolo, tra cui Argano, Cottarelli e Vigna Taglianti, ai quali si aggiungono successivamente <strong>Marzio Zapparoli<\/strong>, <strong>Mauro Rampini<\/strong>, <strong>Massimo Di Rao<\/strong> e <strong>Marco Lucarelli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Neobisium-Pisterzo-Oriz-VS.jpg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"372\"\/><figcaption><em>Neobisium<\/em> sp., Arachnida Pseudoscorpiones (Foto V. Sbordoni).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Gli anni Settanta<\/em><\/strong><br>Verso la fine degli anni Sessanta e lungo tutto il decennio successivo, oltre alla prosecuzione delle ricerche speleologiche e biospeleologiche in Turchia, Grecia (con una importante spedizione del CSR a Creta nel 1974) e Libano, inizia un\u2019intensa attivit\u00e0 di ricerca nelle grotte del Messico iniziate sotto l\u2019egida e il supporto economico dell\u2019Accademia Nazionale dei Lincei e condotte da Argano e Sbordoni, ai quali si sono aggiunti altri zoologi: dapprima <strong>Vittorio Parisi<\/strong> e successivamente <strong>Aldo Zullini <\/strong>e <strong>Vincenzo Vomero<\/strong>.<br>Nelle prime quattro spedizioni (1969, 1971, 1973, 1975) l\u2019obiettivo primario era proprio la ricerca biospeleologica, ma i partecipanti non trascurano l\u2019aspetto esplorativo con il rilevamento topografico di oltre 115 grotte situate negli stati messicani di Queretaro, Tamaulipas, Veracruz, Tabasco e soprattutto Chiapas, quest\u2019ultimo obiettivo primario per tutti gli anni Settanta. Queste spedizioni hanno portato alla scoperta di oltre un centinaio di specie nuove per la scienza, ma soprattutto hanno permesso di svelare l\u2019enorme potenziale speleologico e la straordinaria diversit\u00e0 biologica delle aree carsiche di questa regione.<br>I principali risultati biospeleologici di queste spedizioni, accompagnati dai dati esplorativi e dai rilievi speleologici, costituiscono l\u2019oggetto di tre volumi intitolati \u201c<em>Subterranean Fauna of Mexico<\/em>\u201d, pubblicati in una nuova serie \u201cMissioni edesplorazioni\u201d appositamente creata nei Quaderni dell\u2019Accademia Nazionale dei Lincei.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Dagli anni Ottanta ad oggi<\/em><\/strong><br>Inizia cos\u00ec la seconda serie di dieci spedizioni in Chiapas, svolte tra il 1981 e il 2001, organizzate da Sbordoni nell\u2019ambito del CSR e sotto l\u2019egida dell\u2019Accademia Nazionale dei Lincei, che hanno visto, nel tempo, la partecipazione sempre pi\u00f9 numerosa di speleologi accorsi da varie parti d\u2019Italia e raccolti per l\u2019occasione attorno al CSR. Queste spedizioni svolte lungo il ventennio che va dal 1981 al 2001 hanno significativamente contribuito alla speleologia del Chiapas, dove il ruolo del CSR \u00e8 stato determinante. Facendo un sommario bilancio, con la aggiunta delle esplorazioni effettuate negli anni Settanta, possiamo contare oggi su una lista di oltre 150 grotte esplorate e rilevate per oltre 50 km di sviluppo sotterraneo.<br>Le scoperte biospeleologiche sono di grande rilievo. Soltanto tra il materiale studiato figurano ora circa 170 specie nuove per la scienza, molte delle quali appartenenti a nuovi generi. Le ricerche in Chiapas hanno anche fornito lo spunto per elaborare una nuova classificazione degli ambienti cavernicoli e per formulare una teoria che spiega la presenza di specie troglobie nelle grotte tropicali.<br>Intanto l\u2019attivit\u00e0 speleobiologica del CSR prosegue con continuit\u00e0 nelle grotte italiane (Friuli, Veneto, Appennino centro-meridionale, Sardegna), nel Mediterraneo orientale (Albania, Grecia, Turchia), ed anche in altri paesi asiatici con ricerche pi\u00f9 o meno strutturate in Malesia, Nepal, India<br>settentrionale (Arunachal Pradesh e Meghalaya, Sikkim) e nelle Filippine.<br>Dal 2000, con la partecipazione di <strong>Leonardo Latella<\/strong>, attuale Conservatore Zoologo del Museo Civico di Storia naturale di Verona, il Circolo Speleologico Romano prender\u00e0 parte, anche se non con un ruolo organizzativo, alle ricerche nelle aree carsiche della Cina organizzate dal suddetto Museo.<br>Grazie a queste spedizioni, organizzate in collaborazione con diverse universit\u00e0 ed enti di ricerca cinesi, sono state esplorate pi\u00f9 di cento nuove cavit\u00e0 per uno sviluppo complessivo di circa 65 km e scoperte pi\u00f9 di venti specie nuove per la scienza che consentono di cominciare a comprendere la storia del popolamento di questa interessante area geografica.<br>Troppo lunga sarebbe qui la rassegna delle ricerche svolte sul campo e in laboratorio, dai soci del Circolo che, professionalmente, come zoologi impegnati nelle universit\u00e0 e nei musei, praticano o hanno praticato la biospeleologia. Le grotte rappresentano infatti un laboratorio naturale per ricerche di evoluzione, ecologia, sistematica e zoogeografia, e innumerevoli sono stati i contributi dei soci del CSR in questi settori.<br> I risultati di queste ricerche spaziano dall\u2019ecologia degli ambienti sotterranei, acquatici e terrestri, alla genetica di popolazioni, allo studio del comportamento, alla sistematica e zoogeografia, affrontate anche con tecniche molecolari innovative.<\/p>\n\n\n\n<p>Su queste tematiche si sono strutturati, nelle Universit\u00e0 romane della Sapienza e di Tor Vergata, interi gruppi di ricerca che hanno visto l\u2019impegno e la partecipazione attiva di studenti, dottorandi e giovani ricercatori. I risultati di queste ricerche hanno visto la luce in tesi di laurea, tesi di dottorato e in innumerevoli pubblicazioni su riviste scientifiche, molte delle quali di alto profilo internazionale.<br>Tra gli zoologi \u201cprofessionisti\u201d, ai gi\u00e0 citati Argano, Brignoli, Cerruti, Cobolli, Forestiero, Lucarelli, Rampini, Latella, Sbordoni, Vigna, Vomero e Zapparoli, vanno aggiunti <strong>Claudio Di Russo<\/strong>, <strong>Massimiliano Di Giovanni<\/strong> e <strong>Vittorio Pasquali<\/strong>.<br>Tuttavia, nel corso delle varie spedizioni ed esplorazioni, le ricerche dei \u201cprofessionisti\u201d si sono frequentemente avvantaggiate dalla efficace collaborazione di altri speleologi del CSR, tra i quali vanno ricordati <strong>Andrea<\/strong> <strong>Gobetti<\/strong>, <strong>Corrado \u201cIcaro\u201d De Monte<\/strong>, <strong>Roberta De Cristofaro,<\/strong> <strong>Paolo Agnoletti<\/strong>, <strong>Anna Pedicone Cioffi<\/strong>, <strong>Stefano Gambari<\/strong>, <strong>Maurizio Monteleone, Guido Baroncini Turricchia, Maurizio Buttinelli<\/strong>.<br>Per dare una sommaria idea del contributo che il CSR ha nel tempo portato alla Zoologia, con particolare riferimento alla fauna cavernicola, va ricordato che sono centinaia i generi e le specie nuove per la Scienza nominalmente dedicate a soci del Circolo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In questa sezione sono riportate alcune sintesi di Biospeleologia locale tratte da lavori pubblicati da soci del Circolo Speleologico Romano relativi ai risultati di indagini condotte negli ultimi anni in Italia e all&#8217;estero.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La biospeleologia romana trova in Saverio Patrizi Montoro (1902-1957) e Marcello Cerruti (1908-1978) due instancabili ricercatori che riusciranno a trasmettere il loro sapere e la loro passione alle generazioni successive. A loro si deve l\u2019inizio di quella linea di ricerca biospeleologica che tuttora caratterizza il Circolo Speleologico Romano e che\u2026 <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/animali-di-grotta\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"spay_email":""},"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P4fW4I-CJ","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2401"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2401"}],"version-history":[{"count":44,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4871,"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2401\/revisions\/4871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circolospeleologicoromano.it\/csr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}