Telecomunicazioni in grotta

Premessa
Nel secondo dopoguerra e negli anni Cinquanta, nelle esplorazioni condotte dal CSR e da altre associazioni speleologiche, sono stati utilizzati sistemi di comunicazione basati su cavo e apparecchiature di tipo militare con finalità di tipo logistico, ma insieme come forma di ‘protezione preventiva’ nel caso di eventuali infortuni. Questa era l’attrezzatura usata ad esempio durante le esplorazioni CSR dell’inghiottitoio del Caravo e altre cavità del Bussento (1952), o dell’Abisso La Vettica, disceso nel 1953. La Relazione tecnica sulla esplorazione dell’inghiottitoio Caravo riporta che sono stati usati un “telefono da campo e relativa linea di filo telefonico per collegamento col ‘campo’ (gruppo radio), n. 3 stazioni rice-trasmittenti portatili (handie talkie)”, utilizzate per richiedere alla base (a quota -20) i materiali: spezzoni di corda e scale, un canotto.

In quel periodo furono effettuate dal CSR prove di radiocomunicazione nella Grotta Patrizi (Rossi Marcelli 1951). L’uso delle radio comunicazioni in grotta è stato studiato negli anni Cinquanta dal punto di vista fisico e sperimentato per verificare le modalità di propagazione delle onde nei diversi tipi di ambiente, nel tentativo di eliminare i problemi della stesura e manutenzione del cavo lungo la cavità; in queste sperimentazioni sono stati impiegati radiotelefoni militari italiani Allocchio Bacchini, modificati, funzionanti sulla frequenza di 38,5 MHz (Cigna 1953; Cigna 1954).

Negli anni Sessanta l’attrezzatura basata sui cavi militari viene alleggerita con l’uso del doppino telefonico, di capsule telefoniche in dotazione alle squadre di punta e di un sistema di amplificazione all’esterno, in modo da sentire più facilmente le chiamate dalla grotta. Nel punto in cui si intendeva comunicare verso l’esterno occorreva spellare i due fili del cavo per collegarli alle due pinze della capsula.

La capsula elettromagnetica T 36 per le comunicazioni telefoniche interno-esterno

Il sistema veniva impiegato ad esempio nelle esplorazioni del Pozzo del Faggeto (1967, allargamento della strettoia a meno 140) e della Grava dei Gentili (1972, allargamento della strettoia a meno 260), al fine di assicurare il funzionamento del trapano elettrico.

TELECOMUNICAZIONI IPOGEE: IL SISTEMA “CSR”

Il Circolo Speleologico Romano dal 2010 ha messo a punto un nuovo sistema di telecomunicazioni ipogee affidabile, economico e semplice nell’uso. Questo sistema, chiamato con l’acronimo CSR (Comunicazioni Speleologiche Radiotrasmesse), si è dimostrato molto utile durante le esplorazioni di svariate tipologie di cavità, sia in termini di sicurezza, sia come aiuto alla logistica durante lo svolgimento delle operazioni in grotta.
Poter contare sempre su un valido collegamento radio fra gli speleologi e la superficie, si è mostrato fondamentale. Il sistema è sperimentato e già installato in forma fissa e professionale nelle gallerie autostradali e ferroviarie, negli edifici in cemento armato di grandi dimensioni, ed in genere in tutti quei luoghi dove normalmente è ostacolata o impossibile la diffusione delle onde elettromagnetiche, cioè ad esempio il segnale dei telefoni cellulari e l’uso d’internet.

Postazione esterna (foto Fabrizio Marincola)

Il principio di funzionamento di questo sistema è molto semplice. I segnali radio emessi da un telefono cellulare o da un apparato radio UHF o VHF possono con facilità raggiungere l’utente attraverso dei cavi coassiali fessurati (Leaky Feeder Cables) installati ad hoc fra le due destinazioni che si vogliono mettere in comunicazione ed hanno la stessa funzione di una lunga antenna che rende possibile il collegamento (Marincola 2013, Bedford 2020). In grotta, anziché usare un cavo coassiale fessurato ingombrante, poco maneggevole e molto costoso, si preferisce usare un sottile ed economico cavo coassiale d’antenna TV, per intenderci lo stesso tipo usato in casa per il digitale terrestre o la TV satellitare. Questo cavo, anche se non è fessurato, ha la proprietà di irradiare involontariamente i segnali radio. Il rendimento non è certo paragonabile a quello ottenibile con il cavo professionale ma il risultato raggiunto è più che soddisfacente.

Pozzo Capodanno (Guarcino)

L’installazione di questo sistema è molto semplice: si svolge il cavo coassiale, riposto in un sacco speleo, dall’ingresso e per tutto lo sviluppo della grotta. Lo si fissa, dove possibile, in maniera protetta al soffitto o nelle sezioni laterali impercorribili e si collega all’inizio del cavo una radio ricetrasmittente o un ponte radio. Eseguite queste semplici operazioni, per un massimo di 350 – 400 metri si possono effettuare collegamenti radio con segnali costanti ed affidabili tra l’interno della grotta (con varie radio di cui dotare le squadre) e la superficie. Il sistema è stato utilizzato in numerose grotte esplorate dal CSR (Grotta gnomo gnomo, Abisso Gianfranco Trovato, Pozzo Capodanno).
Il sistema CSR è stato impiegato anche in ambienti molto ostili o in situazioni critiche, come ad esempio nelle risorgenze, con il cavo posato in parte sommerso da acqua e fango, ma senza che sia stato rilevato un apprezzabile deterioramento della qualità dei collegamenti radio.
Tutto il materiale occorrente per realizzare questo tipo di collegamenti è facilmente reperibile su Internet: le radio palmari VHF o UHF, ormai in libera vendita e di libero uso, si acquistano a un prezzo molto contenuto.

Per approfondire:

Marcello Astorri, Giorgio Marzolla, Su alcune particolari tecniche usate nella esplorazione del Pozzo del Faggeto, in ‘Notiziario del Circolo Speleologico Romano, a. 13, n. 17, dicembre 1968, p. 23-26.

Mike Bedford, Evaluating Coaxial Cables for use as Leaky Feeders, CREG Journal, n. 110, June 2020, p. 3-5.

Arrigo Cigna, Propagazione delle radio onde, in ‘Radio rivista’, vol. 6 (apr. 1953), p. 125-132.

Arrigo Cigna , La radio-speleologia, in Atti del 6 Congresso nazionale di speleologia, Trieste 1954.

Fabrizio Marincola, A Low-cost Leaky Feeder System for Cave Communication, in BCRA Cave Radio & Electronics Group Journal, n. 81, march 2013, p. 4-6.

Mario Rossi-Marcelli, Collegamenti telefonici nelle esplorazioni sotterranee in Notiziario del Circolo Speleologico Romano, n. 2, luglio 1948, p, 3.

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