La biblioteca

Disegno dell’Abime du Creux- Percé in “Les Abimes” di Eduard A. Martel, 1894

Disegno dell’Abime du Creux-
Percé in “Les Abimes” di Eduard
A. Martel, 1894

Nata nel 1904 all’atto fondativo del Sodalizio, la biblioteca si è sviluppata accrescendo il suo patrimonio tramite lasciti, donazioni, acquisti, scambi con altre associazioni ed istituti di carattere scientifico; è con tutta probabilità la principale collezione speleologica dell’Italia centrale e meridionale[1]. Rivolta a ricercatori, speleologi e studiosi degli ambienti carsici, la biblioteca raccoglie dal 1904 libri e materiali documentari di riferimento in una collezione specializzata che copre i diversi aspetti disciplinari della speleologia, ossia del ramo della geografia fisica che studia le caverne naturali, l’insieme delle tecniche necessarie ad esplorarle e tutte le discipline relative alla conoscenza scientifica e alla documentazione dell’ambiente sotterraneo. Geologia, speleogenesi, documentazione delle cavità, storia della speleologia, biospeleologia sono le “parole chiave” della biblioteca.

Attualmente la biblioteca è classificata tra le “biblioteche di interesse locale”, «biblioteche diverse da quelle statali e di enti locali, aperte al pubblico», secondo la definizione dell’art. 17 della legge della Regione Lazio n. 42 del 24 novembre 1997, Norme in materia di beni e servizi culturali del Lazio, che detta principi di organizzazione dell’offerta integrata dei servizi bibliotecari ed è completata dalla legge regionale n. 14 del 6 agosto 1999.[2] Oltre alle numerose edizioni della seconda metà dell’Ottocento e dei primi del Novecento, si segnalano manuali di speleologia, libri di divulgazione e narrativa, con racconti di esplorazione di autori quali Eduard Martel, Norberet Casteret, Michel Siffre, Andrea Gobetti. Particolare interesse rivestono le classi della paleontologia umana, della biospeleologia e della documentazione sulle aree carsiche e i sistemi sotterranei, gli atlanti e i catasti regionali delle grotte. Le monografie sono suddivise in otto classi:

–          carsismo e geospeleologia

–          speleologia regionale e studi di aree carsiche

–          biospeleologia

–          speleologia antropica

–          ritrovamenti paleontologici

–          speleologia applicata

–          speleologia tecnica

–          documentazione speleologica.

  Alla collezione delle monografie si aggiunge una raccolta (emeroteca) di periodici in numerose lingue – che il CSR riceve in cambio del «Notiziario del Circolo Speleologico Romano », pubblicazione di carattere scientifico edita dal 1925 – e una collezione di estratti (estrattoteca), ossia di unità fisiche corrispondenti ad articoli pubblicati su periodici. Il canale dello scambio per l’acquisizione dei documenti è molto importante soprattutto per i periodici.

Dal punto di vista quantitativo la Biblioteca è formata da 11.600 monografie, opuscoli ed estratti, 350 periodici, 2.500 carte geografiche e geologiche, 4000 fotografie, diapositive, filmati.

Oltre alla Biblioteca il CSR possiede:

–          una collezione di carte geografiche e geologiche;

–          il catasto storico delle grotte del Lazio e dell’Abruzzo;

–          archivi fotografici, audiovisivi e storici.

Note

[1] La Biblioteca del Circolo Speleologico Romano è censita nell’Anagrafe biblioteche italiane a cura dell’ICCU e nel repertorio: Ministero per i beni culturali e ambientali e Regione Lazio, Catalogo delle biblioteche d’Italia. Lazio. II, Roma, ICCU; Milano, Editrice Bibliografica, 1993, p. 268 (RM 0588). Vedi inoltre: Biblioteche di interesse locale. Guida ai servizi, Roma, Biblioteche di Roma, p. 9.

[2] Quest’ultima legge prevede (allegato 1) contributi “per gli impianti, le attrezzature, gli allestimenti e lo sviluppo dei musei e delle biblioteche di interesse locale, e contributi “per la formazione, l’aggiornamento degli addetti alle biblioteche ed ai musei degli enti locali e di interesse locale”.

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