Discorso

Cari soci, cari amici,

queste mie poche parole precederanno l’avvio delle conversazioni tra i presenti, in una occasione come questa che è di festa, e che per i soci del Sodalizio riveste un significato particolare. È questa la quarta sede del Circolo Speleologico Romano. Le precedenti furono vicolo Valdina, via Gregoriana, via Aldrovandi, e naturalmente troverete nel libro 100 anni sottoterra approfondimenti e splendide, curiose immagini sulle ultime due sedi.

Dopo tanto tempo e tante vicissitudini, abbiamo il piacere di vedere aperta al pubblico una sede che offre a tutti un servizio di consultazione della biblioteca, dell’archivio fotografico e della videoteca (in via di costituzione), del catasto storico delle grotte del Lazio e dell’Abruzzo, e ai soci gli spazi magazzino, segreteria, archivio storico, e palestra.

Abbiamo ricevuto molti messaggi di posta elettronica da parte dei tanti soci e amici che non hanno potuto essere qui e che hanno voluto così manifestare la loro vicinanza e il loro affetto per il Circolo. Tra i tanti ho scelto quello del socio del Circolo e Presidente della Federazione Speleologica del Lazio, che trovandosi negli Stati Uniti, ha voluto  rivolgere “i migliori auguri al Circolo Speleologico Romano, fiducioso che questo sodalizio possa rivestire anche in futuro, per gli speleologi del Lazio e non solo, quel ruolo di guida e punto di riferimento che ha avuto nei 100 anni appena trascorsi. Con affetto e stima Paolo Dalmiglio”

Abbiamo tenacemente voluto raggiungere quattro obiettivi e metterli assieme questa sera per voi: un’ampia sede aperta a tutti, un libro importante, lo splendido booktrailer di Emanuele Svezia, un nuovo sito web e nuovi strumenti di comunicazione online: Twitter e Facebook: tutto questo deve essere considerato come una base di ripartenza per il rilancio dell’attività speleologica del Circolo.

I miei ringraziamenti vanno quindi ai tanti soci – sarebbe lungo nominarli tutti –, che hanno lavorato in questi ultimi anni per raggiungere questi quattro traguardi, a tutti i soci che hanno lavorato costantemente e caparbiamente per la sede, per il libro, per il strumenti del web.

Nonostante costituisca un importante valore la trasversalità dell’attività speleologica e l’integrazione tra i diversi gruppi della Federazione, e debba essere riconosciuto all’attività dei singoli speleologi, come alle azioni Open Cave un ruolo di stimolo allo scambio e alla collaborazione, va egualmente affermata la funzione importante che hanno da sempre svolto le associazioni speleologiche nello studio sistematico e scientifico dei fenomeni carsici e nell’esplorazione dei sistemi sotterranei, nello sviluppo di strumenti e materiali idonei alla progressione in grotta, e nel rendere noti i risultati delle esplorazioni e delle ricerche tramite le pubblicazioni specializzate.

Ricordiamo i risultati conseguiti dal CSR nell’ambito della ricerca scientifica, in particolare biospeleologica, e la tradizione della nostra ricerca quali geografi del sotterraneo, che ha le radici nella prima presidenza di Guido Cora e che ha visto in tempi recenti le migliori realizzazioni nel sistema Vermicano e nelle spedizioni messicane nello stato del Chiapas.

Ricordiamo inoltre gli enormi investimenti economici realizzati a partire dagli anni 80 dal CSR per l’armo di cavità quali Pozzo della neve e Cul di Bove, Sistema Vermicano, Abisso Pasquetta, Pozzo del Faggeto, e per le numerose spedizioni all’estero, in particolare in Messico.

Un gruppo speleologico dovrebbe garantire inoltre durata e continuità della ricerca esplorativa, assumendosi la responsabilità di trasmettere le conoscenze e le tecniche dalle vecchie alle nuove generazioni, e questo per il Circolo sarà il prossimo banco di prova.

Il presente del Circolo è, usando le parole dell’amico Monteleone, quello di un ricco tessuto affatto logoro nonostante l’età, che mostra ancora ben chiaro il suo disegno: una speleologia caratterizzata da valori come entusiasmo, tradizione, continuità, spirito scientifico, tenacia e inventiva che sono stati e saranno il vero marchio del Circolo Speleologico Romano.

Con l’augurio rivolto a tutti gli speleologi presenti di ottenere nuovi e ricchi risultati esplorativi, diamo dunque inizio alla festa!

Viva la speleologia, viva il Circolo!

Stefano Gambari

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